marted́ 15 maggio 2012 -
Era nell’aria e puntualmente si è avverato. Un incontro ravvicinato con un bellissimo esemplare di cervo maschio fotografato sui Monti della Laga, versante amatriciano, dove lo attendevamo da tempo visto, che alcuni anni fa furono reintrodotti prima nella zona di Cortino-Cesacastina e subito dopo nella zona di Valle Castellana.
L’emozione di osservarlo così da vicino ti lascia senza fiato, con la paura di vederlo scomparire in un attimo per poi chissà quando ritrovarselo ancora davanti.
Frequento le nostre montagne dalla nascita e ho avuto la fortuna di incontrare animali di ogni specie, ma il cervo è sempre stato un desiderio particolare, uno di quei sogni che poche volte si realizzano a tu per tu con il “signore delle foreste”.
Il maschio, in particolare, assume con quel palco di corna così grandi un aspetto fiero ed elegante, quasi a voler testimoniare la sua supremazia fra le nostre montagne. La loro reintroduzione fu ecologicamente necessaria (furono importati dall’Austria) quali prede alternative al bestiame domestico per un grande carnivoro come il lupo. L’esemplare ammirato nella foto lascia capire che possa essere autoctono proprio perché non presenta nessuna radiotelemetria collarizzata, e quindi fa ben sperare per un incremento futuro della specie.
Con questo avvistamento tutto l’ecosistema amatriciano se ne avvantaggia, anche, e non solo, dal punto di vista turistico (il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, infatti, è da sempre il centro di una natura incontaminata) e specialmente tutta la fauna che ci circonda assume ancora di più un aspetto di wilderness più bella.
Ora, però, comincia forse la parte più difficile, quella cioè di proteggere e salvaguardare questi animali così splendidi e preziosi.
Dovremmo far si che la nostra sorveglianza sia ancora più accentuata, visto il mal costume più becero, il bracconaggio, e soprattutto difenderemo con tutti i mezzi possibili quel fenomeno chiamato “disboscamento” con l’ausilio di un attento monitoraggio e con l’aiuto anche di uomini capaci e disponibili per conservare un ecosistema biologicamente incontaminato da tramandare nel tempo alle future generazioni!
Qui sotto la foto intera del Cervo scattata da Alfredo Cristallini
che ringraziamo per l'esclusiva.