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Arte  

 

Santuario Madonna di Filetta - dettaglio dell'Abside
Santuario Madonna di Filetta - dettaglio dell'Abside

 

Amatrice è edificata sullo sperone roccioso che sovrasta la confluenza tra il fiume Tronto e il Castellano. Il territorio che la circonda è cosparso di piccole frazioni o ville, attualmente sono 69, ma in tempi passati dovevano raggiungere il numero di 90.

L'impianto urbanistico dovrebbe risalire all'epoca medievale, ma l'attuale sistemazione è frutto anche di interventi successivi. La città è ordinatamente articolata su sette strade parallele, leggermente curvilinee, orientate lungo l'asse est-ovest. La via principale (l'attuale Corso Umberto I) viene intersecata, quasi nel punto medio da via Roma, creando così un impianto a croce.

Il centro conserva molte testimonianze del passato medievale del borgo. Prima fra tutte la monumentale Torre Civica (XIII sec.), che domina il Corso cittadino dirimpetto al Palazzo comunale (XIX sec.). Le numerose chiese, tra cui spiccano quelle di Sant'Agostino (XIV sec.), di Sant'Emiddio (attuale sede del museo civico di arte sacra "Cola Filotesio") e il complesso di San Francesco (XIV sec.), fanno intuire la lunga e densa storia di Amatrice che dovette aver visto, nel suo passato, una popolazione molto numerosa, solo ciò può spigare la costruzione di un numero così elevato di edifici sacri.

Oltre alle chiese già citate, che costituiscono le testimonianze più notevoli rimangono da indicare le chiese dell'Immacolata Concezione (XVII sec.), di San Giuseppe (XVII sec.), del Purgatorio (XVIII sec.), di San Giovanni (XVI sec.), del SS. Crocifisso (XVII sec.) e la chiesa di San Giuseppe da Leonessa (XVII sec.).


Purtroppo scarse testimonianze sono giunte della cerchia muraria che un tempo difendeva il centro cittadino. Dell'esistenza delle mura, oltre agli scarsi resti archeologici, è testimonianza anche un affresco rappresentante una Madonna in Trono mentre sostiene la città dell'Amatrice, che viene dipinta completamente cinta da mura. Il dipinto si trova nella suggestiva chiesa dell'Icona Passatora (una delle testimonianze artistiche più rilevanti del territorio) ed è datato al 1492.

Non mancano testimonianze di un passato più recente nei palazzi che si allineano lungo il corso (XVI, XVII, XVIII sec.) dove risedettero le famiglie nobili. Da quando Amatrice divenne feudo di Alessandro Vitelli, per volere dello stesso Carlo V, la città iniziò ad essere il possedimento di un'aristocrazia elevata, tra cui spiccano i nomi degli Orsini, Medici e Borboni di Napoli.

Occorre sottolineare come le vicende storiche, piuttosto travagliate, per le numerose battaglie e per disastrosi eventi naturali (il XVII secolo fu attraversato da ben quattro terremoti) non abbiano impedito alla città di sviluppare un'arte e un'architettura di cui c'è testimonianza ancora oggi.

Il periodo più fiorente per la produzione artistica della città è visto nei secoli XV e XVI, quando Amatrice era sotto la dipendenza della diocesi ascolana. Ciò determinò una produzione artistica affine a quella delle Marche e dell'Abruzzo. Sono di questo periodo le migliori testimonianze artistiche della città e delle ville, cioè le chiese e le loro decorazioni che meglio hanno resistito all'inevitabile degrado del tempo.


 
 
 

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