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Arte  

 

Abside Santuario Madonna di Filetta (fine XV sec.- inizio XVI sec.)
Santuario Madonna di Filetta (fine XV sec.- inizio XVI sec.)

 

 

Santuario Madonna di Filetta (fine XV sec.- inizio XVI sec.)
  Santuario Madonna di Filetta (XV sex)

Il santuario venne costruito alla fine del XV secolo sul luogo di un evento miracoloso. Durante un violento temporale una pastorella pregò la Vergine di salvarla e nel mentre fu attratta da una luce proveniente dal un cammeo (oggi a San Francesco), che si trovava a terra, l'immagine sul gioiello fu attribuita alla Madonna e divenne subito molto famosa nel territorio fino a quando il vescovo non decise di affidarne le cure ai francescani. Il santuario presenta una facciata molto semplice caratterizzata da un portale ad arco acuto e da un campanile a doppia vela. Nell'interno, completamente affrescato, spicca la decorazione del catino absidale, dove vi è descritta la lunga processione che ogni anno (ancora oggi) accompagna la reliquia da Amatrice a Filetta. L'opera è di Pietro Paolo da Fermo (iscrizione) ed è collocabile negli anni ottanta del XV secolo.

L'opera riveste un' importanza essenziale per la comprensione della storia dell'arte amatriciana. Di Pier Paolo da Fermo infatti si è persa ogni traccia, rimane solo questa calotta absidale, che però ci rivela la grande qualità di questo pittore, capace di elaborare una complessa decorazione che prevede elaborazioni estetiche diverse a seconda del soggetto rappresentato.

 

Se infatti nel racconto storico, la processione della reliquia da Filetta ad Amatrice, ci racconta con grande perizia di

particolari, la storia utilizzando una cifra stilistica vicina alle novità quattrocentesche fiorentine, come gli scorci prospettici del gruppo di fedeli in primo piano, nel soggetto teologico principale, l'Assunzione di Cristo

Santuario Madonna di Filetta (fine XV sec.- inizio XVI sec.)
  Santuario Madonna di Filetta (XV sex)

al centro viene costruita con modalità del tutto diverse. I colori sono accesi, la linea ritorna ad essere protagonista a scapito del volume, i contorni netti scagliano i personaggi in una dimensione trascendente. Chiaramente il pittore posto davanti ad un soggetto sacro utilizza un linguaggio "aulico", mentre il soggetto storico può essere trattato con un linguaggio maggiormente naturalistico.

Questa testimonianza pittorica rimane una delle maggiore emergenze nel territorio, e ci apre la strada nella comprensione di quale sia stata la vera formazione di Cola Filotesio; oggi infatti risulta difficile pensare, per il pittore amatriciano, una scuola solo nell'ambito locale di Dionisio Cappelli, e la testimonianza che in queste valli, alla fine del Quattrocento lavorassero maestranze straniere di grande qualità, avvezze alle modifiche stilistiche in atto nella penisola italiana, ci fa presupporre che Cola potesse venire in contatto con esse molto più facilmente di quanto non possiamo immaginare.

 

 

Santuario Madonna di Filetta (fine XV sec.- inizio XVI sec.)
  Santuario Madonna di Filetta - dettaglio dell'Abside: la Processione



 
 
 

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